Moi, giullare di corte.

Gennaio 3, 2008

Si sa che le feste spesso portano ad incontri desiderati o meno coi vari parenti. Nella più ottimista delle ipotesi, si riesce a passare un pochino di tempo con coloro che ti stanno più simpatici. Se va male, te ritrovi in un mucchio de zie improfumate con la messa in piega in cartongesso.

Crescendo, sono riuscita a rientrare nella prima opzione. Non che i miei parenti siano malvagi, per carità, ma visto che il dio della fertilità mi ha donato ben 18 cuggini, me tocca scegliere.

Solitamente vado con piacere a casa di mio cugino Marco, dove è richiestissima la Sara in versione giullare.

“Sara, fai l’imitazione della zia Carmela. Dai, dai, per favore!”

Innanzitutto precisiamo: la zia Carmela è la moglie di mio zio Luigi, fratello di mio padre. Nelle nostre vene, pertanto, non scorre lo stesso sangue.

Ovvia, mi toccherà fare questa imitazione.

Inizio in maniera asmatica a cacciare un urlo stridulo in stile cornacchia, che diventa catarroso e mezzo soffocato, diventando verso la fine quasi un grugnito. Tutti ridono. Basta poco. Si divertono così. La mia gola già messa male chiede pietà.

Ovviamente non finisce qui, perchè le mie cugine si aspettano i racconti sulla suddetta zia.

La zia è un po’ più bassa di me, sull’1,65 ed è di stazza robusta, cicciotella ma non esageratamente. Ha i capelli crespi e rossi violacei fra il sangria e il melanzana, tipo il colore del mio font! Li tiene ben corti sotto i lobi delle orecchie e i ciuffi davanti li raccoglie a mezza testa. Ha un forte accento veneto e la risata asmatica. :D

Quando ero piccola e la famiglia era più unita, le occasioni di incontrarla erano fin troppe. E’ sempre stata molto affettuosa e non appena la vedevo imprecavo e cercavo di salutarla con la manina da lontano. Ma lei no, mi voleva salutare per bene, allora mi strattonava a se, spartusciandomi la faccia contro i suoi prosperosi seni e la sua panza provocandomi 9 volte su 10 lesioni alla cervicale. Io cercavo di divincolarmi, ma era ardua la faccenda! Quando decideva che poteva bastare l’abbraccio, mi prendeva la faccia fra entrambe le sue manone e mi dava due bacioni sulle guance, lasciandomi la sensazione di “unto” :| del fondotinta. Ecco, una cosa che quasi quasi mi piaceva era il suo odore. A parte i profumi che metteva e che tutt’ora mette, che a me non piacciono, la sua pelle sapeva di cosmetici. Si sentiva che aveva su la cremina, il fondotinta, un filo di terra. Sì dai, non mi dispiaceva; lo associavo all’odore di donna, anzi, di zia, nonostante tutte le altre zie non avessero quell’odore (mi domando se da piccola fossi un cane o una bambina).

Ricordo quando gli zii vennero con noi al mare ad Albisola. Avrò avuto 8 anni o giù di lì. La zia Carmela si vantava delle sue spiccate capacità natatorie. Io però andavo più a largo di lei..mah! Per me era brava perchè sapeva nuotare, mentre mia mamma ancora oggi non riesce ad entrare in acqua per la paura. Fino a che un giorno scoprii che la zia, furbetta furbettina, nuotava a cagnolino e fino a qui ci può anche stare, ma soprattutto stava dove si toccava e ogni tre secondi aveva i piedoni sul fondo! Vabbè zia, ciapum minga per ul cù! La sua performance più bella però, degna di Paperissima, è stata durante la stessa vacanza, con mare mosso e onde alte. Vidi la zia avviarsi verso l’acqua al grido di “se no tanto mòsso, andemo a far un bagnéto!“. Si girò verso di me salutandomi con la sua manona, quando un’onda gigante la travolse alle spalle regalandomi grasse risate e un aneddoto che ancora oggi infiamma la mia platea di cugini. Soprattutto la poverella arrancava per raggiungere il primo pezzetto di spiaggia (dove io mi stavo rotolando dal ghigno maligno) e nessuno si curava di lei. Come mai? Perchè la zia ha la risata di una cornacchia e in quel momento le sue urla si sentivano fino in Corsica. Anche suo marito in quel momento faceva finta di non conoscerla.

Per non parlare dell’imbarazzo costante quando in mezzo a ristoranti, feste del paese, matrimoni, comunioni, ecc.. starnazzava. Io e mio cugino Luca (suo figlio n.d.r.), ai tempi già ventenne, ci guardavamo in faccia e scoppiavamo a ridere, cercando di dare le spalle al “circo”, in modo da sembrare estranei a cotanto rumore.

Peccato che questa donna si sia rovinata, peggiorando i suoi comportamenti nei confronti della famiglia nel corso degli ultimi anni. Ma a me piace ricordarla così, la zia di cui avevo paura perchè mi abbracciava troppo affettuosamente.

Sì ok, faccio ancora l’imitazione della sua risata:

“aaaaaaa(asmatico)AAAAAAAAAAAAAAHHHH(grgrgrggrgllrgllrlglglrl)..CRCRCRCRCRCRCRRRRROCCRRRRCCRR!!!”

Istruzioni per l’uso: interpretare iniziando asmaticamente e proseguire con vocale stridula, poi catarrosa, poi mezza soffocata, finendo con un semi-grugnito.


Dica.

Gennaio 3, 2008

Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto?

Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio,

neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora,

che si deve appartenere a qualcuno,

perché questa è la sola maniera di poter essere felici.

Tu ti consideri uno spirito libero,

un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia.

E sai che ti dico?

Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani

ed è una gabbia dalla quale non uscirai,

in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire,

perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.