Dica.
Vuoi sapere qual è la verità sul tuo conto?
Sei una fifona, non hai un briciolo di coraggio,
neanche quello semplice e istintivo di riconoscere che a questo mondo ci si innamora,
che si deve appartenere a qualcuno,
perché questa è la sola maniera di poter essere felici.
Tu ti consideri uno spirito libero,
un essere selvaggio e temi che qualcuno voglia rinchiuderti in una gabbia.
E sai che ti dico?
Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani
ed è una gabbia dalla quale non uscirai,
in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire,
perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.


Gennaio 3, 2008 alle 1:07 am
Sai che ti dico? Che credo che non tutti siano fatti per stare con qualcuno… E che la felicità non dipenda dal fatto di avere una persona accanto. Quanta gente accoppiata non è davvero felice? Io la penso come Caparezza:
“Tanto il mio destino è stare solo con chiunque. Alle bestie regalerò i miei sorrisi, come Francesco d’Assisi…”
Gennaio 3, 2008 alle 9:15 am
E’ solo una citazione; a qualcuno potrebbe andare bene, ad altri no.
.
Personalmente in questo testo la cosa che mi colpisce di più è la difficoltà di superare la barriera di se stessi, il che può accadere non solo in ambito affettivo di coppia, ma anche in ambito di amicizia e di rapporti con chiunque ci circondi
Gennaio 3, 2008 alle 9:28 am
Non si appartiene a nessuno MAI.
Gennaio 3, 2008 alle 9:40 am
Concordo con Xena ed in parte con venividiwc, con la differenza che trovo fuorviante e limitante l’autoconvincersi a priori di non star bene con nessuno. E’ giusto conoscersi e rendersi conto di certe cose invece che illudersi, ma nella vita non sai mai chi puoi incontrare nè in che modo puoi crescere. E se non stai decentemente in pace con te stesso non potrai sopportare di stare con nessun altro, ma starai solo e ci starai pure male.
Gennaio 3, 2008 alle 9:41 am
Si tratta di Colazione da Tiffany o sbaglio?
Mi piace da morire e a suo tempo avevo scritto un post.
Ti saluto Sara e grzie per le parole che hai lasciato da me.
Buona giornata
Melania
Gennaio 3, 2008 alle 9:41 am
Oggi sono una fan del verbo “stare”!!!
Dimenticavo: Sara, in bocca al lupo per il colloquio di oggi!
Gennaio 3, 2008 alle 9:56 am
@xeena: concordo. Mi è capitato di vedere persone che vorrebbero fare rivalere dei diritti su altre ed altre che non si accorgono e assecondano le prime.
@melania07: Sì è proprio “Colazione da Tiffany”, l’ho visto l’altra sera in televisione. Grazie Melania, buona giornata anche a te.
@Fede: la pace con se stessi è veramene essenziale per vivere meglio. Crepiiiiiii!!!
Gennaio 3, 2008 alle 1:30 pm
Concordo con venividiwc sul fatto che non è affatto detto che tutti debbano trovare qualcuno in particolare a cui darsi, ma che siano fatti per darsi a tutti indistintamente. Certo nessuno basta a se stesso, perchè non siamo fatti per stare soli. Però, come si dice, “meglio soli che male accompagnati”
! In attesa di trovare la compagnia giusta… o di capire cosa fare della propria esistenza, a chi donarsi e come donarsi.
Gennaio 3, 2008 alle 1:35 pm
@Lore: è bello donarsi a tutti ed è bello che tutti si donino a noi. Arricchisce. Parecchio.
Gennaio 3, 2008 alle 5:52 pm
Magari l’appartenere a qualcuno non sarà l’unico modo per essere felici, ma sicuramente aiuta ad esserlo. Il significato più vero di questa citazione è che non dobbiamo avere paura di lasciarci andare ai sentimenti… (che romanticherie
).
Gennaio 3, 2008 alle 5:56 pm
@vanigliazzurra: da carie!
Gennaio 4, 2008 alle 10:53 am
Che bello sto film… Un’Audrey Hepburn strepitosa, che da lì ho amato tantissimo. Uno dei pochissimissimi esempi di film che supera il romanzo da cui è tratto.
Gennaio 6, 2008 alle 11:30 pm
“E sai che ti dico?
Che la gabbia te la sei già costruita con le tue mani
ed è una gabbia dalla quale non uscirai,
in qualunque parte del mondo tu cerchi di fuggire,
perché non importa dove tu corra, finirai sempre per imbatterti in te stessa.”
Verissimo Sara… verissimo… solo che io un modo per uscire dalla “gabbia” l’ho trovato…
Spesso ci costruiamo delle gabbie entro cui nascondere la nostra paura di essere noi stessi..perché io credo esista un bivio quasi invlicabile tra “ciò che siamo” e “ciò che vorremmo essere”.. ed è tutto quel sistema di aspettative che si rivela la nostra prigione… quel voler “scegliere” la nostra vita, quasi come si potesse scegliere tra le varie offerte speciali del supermercato…
mentre abbiamo la vista offuscata e non riusciamo a percepire come siamo davvero ed ad apprezzarci per quel che siamo…
Questo varco lo si supera solo quando impariamo ad amare noi stessi.. solo allora il nostro “essere” e il nostro “voler essere” divverrano l’essenza unica di ciò che siamo.