Pensierini

Marzo 31, 2008

Vi ricordate i compiti di prima elementare? La maestra Cristina mi ha fatto una testa tanta con questi pensierini! Ecco i miei compiti del lunedì.

school
Questa è la settimana che finirà con la partenza per Barcellona. Volo prenotato da tempo, hotel prenotato ieri, col serio rischio di trovarsi a dormire sotto i ponti. Molto bene ragazze, avanti così. :D

Sabato mattina mi toccherà posare di nuovo le mie natiche su un oggetto volante, motivo per cui venerdì passerò ore al reparto giornali per scegliere almeno: rivista di 300 pagine con su un po’ di baggianate da donna, rivista speteguless per accendere la parlantina della Fede, settimana enigmistica.

Ieri sera sono arrivate le rondinelle, evvai! Conseguenza: il mio micione Matrix gira per il cortile lamentandosi perchè non riesce a trovare il modo per accaparrarsene una. Povero pupazzo!

Ieri è stata una giornata fantastica. Ottimo clima, ottima compagnia, ottimo umore. Cerco di godermi ogni momento di felicità, trattenendolo il più che posso in me, così da sfoderarlo proprio quando l’umore inizia a scivolare giù. Emmenomale che sabato notte abbiamo cambiato l’ora; questi minuti di luce in più mi danno proprio la carica giusta.

La nipote è tornata da Roma e stamani, con la scusa che era taaanto stanca (arriva da dieci giorni di vacanze pasqualine – le ultime tre passate nella capitale), ha saltato la scuola e si è incollata al mio divano. Se avessi fatto una richiesta del genere alla sua età, come minimo mi ritrovavo a Trieste con l’orma di un 43 sul sedere.

Immagino la traGGedia di giovedì/venerdì quando dovremo preparare la bagaglianza per Orio, dove il nostro amico Ryan ci aspetta pignolissimo con la sua bilancia da cucina. Chi vincerà il premio per il bagaglio più leggero? A Stoccolma abbiamo vinto io e Claudia, vediamo stavolta. Certo che gareggiare contro Alice e Fede…se i bagagli potessero pesare 87 kg, loro ne porterebbero 88. Io vi avverto ragazze: se la Fede non porta la spilla del Capitano, io non parto, me dispias!

Nel frattempo io attendo, sono qua, se qualcuno vuole chiamarmi…


He’s like a rainbow…

Marzo 27, 2008


Urlando s’impara.

Marzo 26, 2008

scala

Le cose iniziano ad andarmi di traverso ed inizio veramente a pensare cosa ca**o ho fatto di male in vita mia per non meritarmi un minimo di rispetto. Certe persone credono di potermi sovrastare alzando la voce, ma forse non hanno fatto i conti con le mie corde vocali. Io urlo molto di più e a loro tocca stare zitti, perchè se parlo io, tiro vagonate di m***a addosso a chiunque, nessuno escluso.

Non mi sembra di fare un tipo di vita sregolata, nè dal punto di vista comportamentale nè dal punto di vista economico. Ho i miei soldini in banca che non saranno tanti, ma che mi permettono di farmi un 4 giorni con le amiche a Barcellona spendendo 250 € che comprendono volo e hotel. Mi sembra di essere stata bene o male una ragazza con la testa sulle spalle, eppure di motivi per svalvolare ne avrei avuti a bizzeffe.

Ma no, loro sono incontentabili, delle vere palle al piede, asfissianti, pressanti, mai contenti. Per i periodi di m***a che mi hanno fatto passare, meriterebbero una persona ben peggiore di me, ma di molto. Meriterebbero una persona che non li stesse proprio ad ascoltare, una che si fa i ca**i suoi dalla mattina alla sera, una che rubasse loro l’anima. Invece è stato il contrario, io vittima delle loro frivolezze di persone senza spina dorsale, di gente che nasconde la violenza dietro ai sorrisi. Maledette maschere!

Non mi è mai mancato niente a livello materiale; a livello umano invece, tutto. Forse è per questo che vo cercando affetto nelle persone che mi stanno vicine svolazzando di qua e di là fra loro come una farfalla con un’ala spezzata, senza poter scappare poi così lontano.

E qualcuno mi scuserà se ho i nervi a fior di pelle spesso, ma come faccio a non averli stando chiusa in una campana di vetro dove sono esibita a loro piacimento in alcune occasioni?


Tuffo nel passato.

Marzo 23, 2008

Sono riuscita a vedere poco la trasmissione del Trio Solenghi – Marchesini – Lopez, ma il poco che ho visto mi è decisamente piaciuto. I loro filmati mi hanno catapultato indietro nel tempo, riportando alla mia memoria scenette divertentissime. Su tutte, quella che mi ricordavo di più era la parodia de “I promessi sposi”. Per me la Marchesini è stata una grande fonte d’ispirazione per le mie svariate imitazioni di ogni essere umano che mi capita sotto tiro; i miei amici d’infanzia e di adolescenza ne sanno qualcosa. Per questo vi regalo quattro filmati tratti da “I promessi sposi” dove la Marchesini riesce a dare il meglio di se.

N° 1 – Lucia giunge al convento di Monza e finge di essere Heidi altrimenti il frate non la fa entrare. “C’hai zigarette amerikane, krappa, whisky?”

 

N° 2 – La Madre Badessa sgrida le consorelle perchè a quanto pare sono molto presentabili, mica come lei! “Quanto me sarebbe piaciuta ‘na bella famiglia con ‘n marito..No! M’hanno schiaffato qui dentro! Me so’ fatta monaca perchè nessuno me voleva. Quanto me fa brutto ’sto posto! Brutte siete, tutte quante! Brutte, racchie!” :lol:

N° 3 – Lucia si reca da Donna Prassede per superare il trauma della prigionia dell’Innominato. E’ inquietantissima la Marchesini che parla con la voce di Lopez. “Italooooooooo!!”

N° 4 – La Fata Turchina/Lollo scioglie il voto di Lucia. “Ciao ni’, namo cor botto va’”


Premio D eci e lode

Marzo 21, 2008

Premio D eci e lode

Ringrazio la simpaticissima, carinissima, tenerissima e *issima Nemuriko per avermi assegnato questo fantastico premio. Ne sono veramente lusingata. :)

Che cos’è?

“D eci e lode” è un premio, un certificato, un attestato di stima e gradimento per ciò che il premiato propone.

Come si assegna?

Chi ne ha ricevuto uno può assegnarne quanti ne vuole, ogni volta che vuole, come simbolo di stima a chiunque apprezzi in maniera particolare, con qualsiasi motivazione (è o non è abbastanza elastico e libero?!) sempre che il destinatario, colui o colei che assegna il premio o la motivazione non denotino valori negativi come l’istigazione al razzismo, alla violenza, alla pedofilia e cosacce del genere dalle quali il “Premio D eci e lode” si dissocia e con le quali non ha e non vuole mai avere niente a che fare.

Le regole:

  1. Esporre il logo del “Premio D eci e lode”, che è il premio stesso, con la motivazione per cui lo si è ricevuto. E’ un riconoscimento che indica il gradimento di una persona amica, per cui è di valore;
  2. Linkare il blog di chi ha assegnato il premio come doveroso ringraziamento;
  3. Se non si lascia il collegamento a questo post già inserito nel codice html del premio provvedere a linkare questa pagina;
  4. Inserire il regolamento;
  5. Premiare almeno 1 blog aggiungendo la motivazione.
Queste regole sono obbligatorie soltanto la prima volta che si riceve il premio per permettere la sua diffusione, ricevendone più di uno non è necessario ripetere le procedure ogni volta, a meno che si desideri farlo. Ci si può limitare ad accantonare i propri premi in bacheca per mostrarli e potersi vantare di quanti se ne siano conquistati.
Si ricorda che chi è stato già premiato una volta può assegnare tutti i “Premio D eci e lode” che vuole e quando vuole (a parte il primo), anche a distanza di tempo, per sempre. Basterà dichiarare il blog a cui lo si vuole assegnare e la motivazione. Oltre che, naturalmente, mettere a disposizione il necessario link in caso che il destinatario non sia ancora stato premiato prima.
Ma veniamo a noi. Tengo a precisare che nel mio fid rider ho più di 60 blogz. Molti di essi sono blogrollati, altri no, ma sono ugualmente letti ogni giorno. Apprezzo e stimo veramente ognuno di voi, indipendentemente dal fatto che vi possa premiare o meno oggi. Vi leggo con estremo piacere e mi fate compagnia ad ogni ora del giorno. Inutile sottolineare che Nemuriko in ogni caso sarebbe stata premiata, perchè è semplice, essenziale ed è sempre presente! ;)
Non pretendo che portiate avanti la catenella, l’importante per me è farvi sapere che vi stimo. Ecco i miei premi:
1. Michela, già pluripremiata, mi perdonerà se la cito ancora. Cattura l’attenzione e l’interesse in ogni argomento che tratta, serio o comico che sia, le sue parole sono calamite che ti tengono attaccate allo schermo. Una spanna sopra, ineguagliabile.
2. Monia, la mia gemella eterozigotA ma omozigotA in pirleria, un pozzo di umorismo, fantasia e genuinità. Apprezza le cose semplici della vita e quando scrive non può non strapparti un sorriso. Ottima cura al pessimo umore. Autentica.
3. Fede.com, vive tutto a 360°, gira e rigira non perde mai l’equilibrio, è diretta, coerente, sa il fatto suo e..ultimamente è tutta presa dalla sua nuova casetta. Riflessiva e pungente quanto basta. Intraprendente.
4. Xeena, so che ha già ricevuto questo premio e anche lei mi perdonerà se la tiro di nuovo in ballo. Guerriera, sincera, niente la spaventa, caparbia, sempre a testa alta, non guarda in faccia a nessuno, è una mamma tenerissima, vive appieno ogni emozione. Tenace.
5. Meriinga, paziente, cordiale, superindaffaratissima anche lei per la nuova casetta, sveglia, mai disinteressata, ha un fuoco dentro che se per caso la fate arrabbiare vi abbrustolisce la punta del naso. Decisa.

Stasera rotoli? ;)

Marzo 19, 2008
Rotolando con le pietre, passano gli anni e ci si arricchisce reciprocamente. Direi che è tutto uno spettacolo! Grazie!


“So resistere a tutto, tranne che alle tentazioni.” O. Wilde

Marzo 14, 2008

icecream

Caldo pomeriggio di metà marzo. Ritorno assieme a mia mamma e mia nipote da un colloquio di lavoro (me le scarrozzo in giro e le abbandono per negozi). La macchina va da sola e mi porta nel luogo della perdizione: la Gelateria Veneta a Palazzolo. Potrei viverci in quel posto. Il weekend inizia così, dolcemente..e non ho dubbi che proseguirà di questo passo. Saretta is happy!

Fra un mesetto abbondante la Veneta sarà tappa fissa, coi suoi sfiziosissimi gusti diversi ogni giorno. Io preferisco le creme (straaaano!), per cui il mio cono medio da dueeurieventicents era così composto:

Cioccolato

Cioccolato Bianco

Mascarpone e nutella

Sara detta “Rubbish? Any rubbish?” è tornata alla riscossa. Dopotutto la Veneta tira. Geeeelataaaro nooon andare viiiaaaa!!

Buon weekend a tutti!


All together now

Marzo 13, 2008

Sarà stato il 1998, facevo la terza media. Avevo un professore d’italiano a dir poco originale. Per lui insegnare non era solo prendere in mano un libro e farcelo studiare, lui utilizzava ogni tipo di attività: la storia recitata, l’italiano cantato, la geografia disegnata ecc.

Una volta, non so per quale strano motivo e per insegnarci cosa, iniziò a dividerci in due gruppi, ognuno dei quali faceva una voce. La canzone che ci fece cantare è “All together now” dei Beatles, tornata alla ribalta in questi giorni grazie alla pubblicità di una famosa compagnia telefonica. La prima volta che l’ho risentita, l’ho cantata a squarciagola ricordando quel professore fantastico e i miei amici del tempo, molti dei quali vedo e sento ancora oggi. Adoro quando i ricordi piacevoli mi balzano in capo all’improvviso!

Ecco la canzone con un filmato originale, fatto da alcuni ragazzi spagnoli. Buon ascolto!


Datemi un martello…

Marzo 12, 2008

Sono più dure le barriere mentali delle barriere architettoniche?

Decisamente sì, perchè le barriere architettoniche si può provare a superarle trovando un’alternativa.

Questa è stata la risposta di una ragazza diversamente abile alla domanda di una giornalista del TG Regionale di stasera. E’ una ragazza con due lauree che non riesce a trovare un lavoro. Le sono stati rifiutati anche alcuni colloqui di lavoro, perchè già sapevano che non sarebbe stata la posizione per lei; per non parlare di coloro che l’hanno elogiata in sede di colloquio, per poi sparire del tutto.

Io m’inca**o e non poco.

Siamo tutti bravi e buoni, ma spesso per accorgerci delle cose dobbiamo aspettare che accadano a noi o ad un nostro parente o amico.

Io m’inca**o ancora di più.

Ce l’ho con me stessa. Sono inutile, sono impotente, non aiuto nessuno. Mi faccio un sacco di paranoie quando ho tutto, non mi manca niente…e piango per le cavolate. Devo muovere il cervello, ho ancora quegli esami all’uni che mi aspettano. Forse sono anche queste le barriere mentali: tutti i pensieri superflui che non fanno altro che bloccare ogni tipo di capacità umana. Datemi un martello, le voglio abbattere.

Eppure molte persone vivono in certe condizioni psico-fisiche dalla nascita e trovano la forza di andare avanti, a loro modo.

Andrò avanti anch’io.

Tempo fa pensai di andare a fare volontariato all’undicesimo piano dell’Ospedale San Gerardo di Monza, dove c’è la Clinica Pediatrica per i bambini affetti da leucemia e da altri mali bastardi. Mi fu consigliato di lasciar perdere vista la mia eccesiva sensibilità e visto che mi affeziono troppo alle persone. Purtroppo in quel reparto la parola “morte” va molto di moda e c’è chi dice che io non reggerei a tanto dispiacere.

Ci voglio ripensare su. Vorrei provare a dare un sorriso a chi non ha altro di cui vivere. Loro vivono di questo: gesti d’amore. Ci aiuteremo a vicenda. Magari la loro ingenuità di bimbi poco fortunati riuscirà a farmi tornare sulla Terra e farmi capire che ogni tanto piagnucolare non serve a nulla, se non a scadere in un inutile stato di autocompassione.


Col tratto di una stilografica

Marzo 11, 2008

 

stilo

Riuscirò a capire quello che pensi attraverso i tuoi occhi. Non mi fregherai girando lo sguardo. Il tuo broncio ti fa indossare sempre un velo di tenerezza, dietro al quale solo i più duri riescono a nascondersi. Poco dopo, un sorriso grande riempie l’aria e gli spazi e il finto risentimento si trasforma in ilarità. Sembra essere tutto un gioco, fatto di ruoli ben precisi che solo quando c’è di mezzo un sentimento ci si riesce ad assegnare.

[...]

Iniziò a parlarmi col suo bel sorriso, lo ascoltai, poi pian piano le parole iniziarono ad uscirgli a fatica con inesorabile imbarazzo. La sofferenza passata trapelava nonostante cercasse di nasconderla. Fatti, cose, segreti che poche persone sapevano. Raccontava lasciando scoperta per qualche secondo la cicatrice di una ferita che qualche anno fa lo aveva fatto soffrire. Mi resi conto che mi stava rendendo partecipe di qualcosa di personale. Forse stava iniziando a darmi la tanto agognata fiducia.
[...]
Riuscirò un giorno anch’io a scovare il modo giusto per farti conoscere un altro lato di me. Ti scriverò una lettera, perchè le parole mi si strozzeranno in gola. La mia voce sarà la mia penna.