“Sono più dure le barriere mentali delle barriere architettoniche?“
“Decisamente sì, perchè le barriere architettoniche si può provare a superarle trovando un’alternativa.“
Questa è stata la risposta di una ragazza diversamente abile alla domanda di una giornalista del TG Regionale di stasera. E’ una ragazza con due lauree che non riesce a trovare un lavoro. Le sono stati rifiutati anche alcuni colloqui di lavoro, perchè già sapevano che non sarebbe stata la posizione per lei; per non parlare di coloro che l’hanno elogiata in sede di colloquio, per poi sparire del tutto.
Io m’inca**o e non poco.
Siamo tutti bravi e buoni, ma spesso per accorgerci delle cose dobbiamo aspettare che accadano a noi o ad un nostro parente o amico.
Io m’inca**o ancora di più.
Ce l’ho con me stessa. Sono inutile, sono impotente, non aiuto nessuno. Mi faccio un sacco di paranoie quando ho tutto, non mi manca niente…e piango per le cavolate. Devo muovere il cervello, ho ancora quegli esami all’uni che mi aspettano. Forse sono anche queste le barriere mentali: tutti i pensieri superflui che non fanno altro che bloccare ogni tipo di capacità umana. Datemi un martello, le voglio abbattere.
Eppure molte persone vivono in certe condizioni psico-fisiche dalla nascita e trovano la forza di andare avanti, a loro modo.
Andrò avanti anch’io.
Tempo fa pensai di andare a fare volontariato all’undicesimo piano dell’Ospedale San Gerardo di Monza, dove c’è la Clinica Pediatrica per i bambini affetti da leucemia e da altri mali bastardi. Mi fu consigliato di lasciar perdere vista la mia eccesiva sensibilità e visto che mi affeziono troppo alle persone. Purtroppo in quel reparto la parola “morte” va molto di moda e c’è chi dice che io non reggerei a tanto dispiacere.
Ci voglio ripensare su. Vorrei provare a dare un sorriso a chi non ha altro di cui vivere. Loro vivono di questo: gesti d’amore. Ci aiuteremo a vicenda. Magari la loro ingenuità di bimbi poco fortunati riuscirà a farmi tornare sulla Terra e farmi capire che ogni tanto piagnucolare non serve a nulla, se non a scadere in un inutile stato di autocompassione.
Pubblicato da Sara 