“Sono più dure le barriere mentali delle barriere architettoniche?“
“Decisamente sì, perchè le barriere architettoniche si può provare a superarle trovando un’alternativa.“
Questa è stata la risposta di una ragazza diversamente abile alla domanda di una giornalista del TG Regionale di stasera. E’ una ragazza con due lauree che non riesce a trovare un lavoro. Le sono stati rifiutati anche alcuni colloqui di lavoro, perchè già sapevano che non sarebbe stata la posizione per lei; per non parlare di coloro che l’hanno elogiata in sede di colloquio, per poi sparire del tutto.
Io m’inca**o e non poco.
Siamo tutti bravi e buoni, ma spesso per accorgerci delle cose dobbiamo aspettare che accadano a noi o ad un nostro parente o amico.
Io m’inca**o ancora di più.
Ce l’ho con me stessa. Sono inutile, sono impotente, non aiuto nessuno. Mi faccio un sacco di paranoie quando ho tutto, non mi manca niente…e piango per le cavolate. Devo muovere il cervello, ho ancora quegli esami all’uni che mi aspettano. Forse sono anche queste le barriere mentali: tutti i pensieri superflui che non fanno altro che bloccare ogni tipo di capacità umana. Datemi un martello, le voglio abbattere.
Eppure molte persone vivono in certe condizioni psico-fisiche dalla nascita e trovano la forza di andare avanti, a loro modo.
Andrò avanti anch’io.
Tempo fa pensai di andare a fare volontariato all’undicesimo piano dell’Ospedale San Gerardo di Monza, dove c’è la Clinica Pediatrica per i bambini affetti da leucemia e da altri mali bastardi. Mi fu consigliato di lasciar perdere vista la mia eccesiva sensibilità e visto che mi affeziono troppo alle persone. Purtroppo in quel reparto la parola “morte” va molto di moda e c’è chi dice che io non reggerei a tanto dispiacere.
Ci voglio ripensare su. Vorrei provare a dare un sorriso a chi non ha altro di cui vivere. Loro vivono di questo: gesti d’amore. Ci aiuteremo a vicenda. Magari la loro ingenuità di bimbi poco fortunati riuscirà a farmi tornare sulla Terra e farmi capire che ogni tanto piagnucolare non serve a nulla, se non a scadere in un inutile stato di autocompassione.

Marzo 12, 2008 alle 9:32 pm
Fare volontariato è un’idea che mi ha sempre sfiorato la mente. Penso che prima o poi andrò a farlo anche io. Ti abbraccio forte forte.
Marzo 12, 2008 alle 10:17 pm
Eh sí negli ospedali ce n’é tanto bisogno… é da ammirare chi lo fa.
Marzo 12, 2008 alle 11:00 pm
“Ce l’ho con me stessa. Sono inutile, sono impotente, non aiuto nessuno. Mi faccio un sacco di paranoie quando ho tutto, non mi manca niente…e piango per le cavolate. Devo muovere il cervello, ho ancora quegli esami all’uni che mi aspettano. Forse sono anche queste le barriere mentali: tutti i pensieri superflui che non fanno altro che bloccare ogni tipo di capacità umana. Datemi un martello, le voglio abbattere.”
Bello! Voglio farlo anche io!
Ce la faremo? Si si, abbattiamoooollliiiiiiiiiiiii!
Marzo 13, 2008 alle 2:45 pm
A noi studenti infermieri ci fanno una testa così, durante i tirocini, sul rischio del “burn out” (l’eccessivo coinvolgimento che produce sofferenza e incapacità di accettare, alla lunga, i malati che dovremmo assistere). Un po’ ci credo ma ancora non troppo. Per un infermiere credo sia meglio non farsi coinvolgere troppo solo ed esclusivamente perchè il rischio di non essere più professionale ed imparziale, esiste davvero. Si rischia di ridurre, involontariamente, la professionalità a vantaggio del coinvolgimento. E, se capita, il paziente per primo, e noi per secondi, ne paghiamo le spese. Penso che per un volontario sia diverso. Puoi scegliere di dare supporto ad un solo bambino o a pochi. E se ti dovessi affezionare e soffrire sempre più ad ogni suo peggioramento? Beh…francamente, per quanto mi riguarda, il meglio di me, a livello umano, l’ho sempre dato in seguito a sofferenze che mi hanno messo alla prova. Cara Sara…cos’è meglio per te? Soffrire perchè hai paura di non sentirti all’altezza (e quindi non ci provi) o soffrire perchè stai amando un’altra persona che, da questa tua sofferenza, trarrà una quantità d’amore e cure che oggi non ha? Veder morire un bimbo dev’essere una pugnalata. Veder morire un bimbo al quale ti sei affezionata dev’essere come un proiettile al cuore e una sprangata alle gambe, per te. Ma per lui, probabilmente, la tua vicinanze dev’essere stata una delle più belle esperienze della sua breve vita.
Se anche non riuscissi mai più, dopo un’esperienza così, a fare volontariato per altre persone…nel tuo bilancio ci sarebbe una persana in più che hai aiutato e fatto sentire meno solo. Al contrario di tanti altri, TU avrai abbattuto una barriera mentale.
Un abbraccio.
Px.
Marzo 13, 2008 alle 7:33 pm
Io proverei. La sensibilità tutto sommato ti sarebbe d’aiuto o quantomeno lo sarebbe a loro. Se solo ti è venuto il pensiero probabilmente lo farai, almeno credo. Io mi sono imbestialita passeggiando per la mia città con un mio amico sulla sedia a rotelle. Tutto un buco e non me ne sarei mai accorta da sola. Buona fortuna e un bacino.
Marzo 13, 2008 alle 8:03 pm
…provaci,io non ce l’ho fatta…
Marzo 13, 2008 alle 8:11 pm
Credo che in fondo tu abbia già deciso per il si, e secondo me fai bene
Marzo 13, 2008 alle 8:25 pm
@Licia: più siamo, più aiutiamo. Un abbraccio.
@Grissino: speriamo di farcela.
@Lorenzo: diamo una martellata per uno?
@Diego: grazie mille del consiglio.
@Chiara: spero di aiutarli sul serio. Grazie, un abbraccio.
@kekka: puoi sempre riprovare
@Oscar: vada per il sì
Marzo 17, 2008 alle 12:44 pm
e’ bello fare volontariato, ma se sei sensibile ti puo’ distruggere..
guardati attorno, molte volte basta guardare i vicini di casa e scoprire quanti abbiano piu’ bisogno di quello che pensi.. noi aiutiamo una mamma di 3 bimbe, vicine di casa, e ti assicuro che loro hanno bisogno eppure la parrocchia nn le aiuta x nulla..
Marzo 25, 2008 alle 11:32 am
Io sono stata in Perú in missione..solo tre settimane, ma i sorrisi di certi bimbi quando gli davi una penna o giocavi con loro non li dimenticheró mai! la dolcezza, la gioia che puoi vedere sui loro volti é incredibile..sto considerando di tornarci se prendo un anno di pausa dagli studi
comunque i modi per far del bene sono tanti e son sicura che anche tu troverai quello che fa per te 

buona giornata