Urlando s’impara.

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Le cose iniziano ad andarmi di traverso ed inizio veramente a pensare cosa ca**o ho fatto di male in vita mia per non meritarmi un minimo di rispetto. Certe persone credono di potermi sovrastare alzando la voce, ma forse non hanno fatto i conti con le mie corde vocali. Io urlo molto di più e a loro tocca stare zitti, perchè se parlo io, tiro vagonate di m***a addosso a chiunque, nessuno escluso.

Non mi sembra di fare un tipo di vita sregolata, nè dal punto di vista comportamentale nè dal punto di vista economico. Ho i miei soldini in banca che non saranno tanti, ma che mi permettono di farmi un 4 giorni con le amiche a Barcellona spendendo 250 € che comprendono volo e hotel. Mi sembra di essere stata bene o male una ragazza con la testa sulle spalle, eppure di motivi per svalvolare ne avrei avuti a bizzeffe.

Ma no, loro sono incontentabili, delle vere palle al piede, asfissianti, pressanti, mai contenti. Per i periodi di m***a che mi hanno fatto passare, meriterebbero una persona ben peggiore di me, ma di molto. Meriterebbero una persona che non li stesse proprio ad ascoltare, una che si fa i ca**i suoi dalla mattina alla sera, una che rubasse loro l’anima. Invece è stato il contrario, io vittima delle loro frivolezze di persone senza spina dorsale, di gente che nasconde la violenza dietro ai sorrisi. Maledette maschere!

Non mi è mai mancato niente a livello materiale; a livello umano invece, tutto. Forse è per questo che vo cercando affetto nelle persone che mi stanno vicine svolazzando di qua e di là fra loro come una farfalla con un’ala spezzata, senza poter scappare poi così lontano.

E qualcuno mi scuserà se ho i nervi a fior di pelle spesso, ma come faccio a non averli stando chiusa in una campana di vetro dove sono esibita a loro piacimento in alcune occasioni?

24 Risposte a “Urlando s’impara.”

  1. elis Dice:

    ma non hai bisogno di scuse!sfogati pure!credo che chiunque si metiri lo spazio per il libero sfogo ;)
    tranquilla :)
    un abbraccione forte!!

  2. Michela Dice:

    Sono uscita di casa abbastanza presto. Dopo due anni difficili, a seguito del lutto per la perdita del mio papà. Dopo molti più anni di rapporti burrascosi tra le mura domestiche, dove farmi capire che “non ero mai abbastanza” sembrava il must, il mantra, il dogma da farmi ingurgitare a forza.
    Che dire? Ti auguro quel fantastico momento in cui ti “arrendi”. In cui capisci che ti basti, che non hai più bisogno di dimostrare nulla ad altri, casomai solo a te stessa.
    Ti auguro i sacrifici per una vita tua, una casa tua.
    Vedrai che non ci sarà più bisogno di urlare, quando sentirai nel profondo che il tuo silenzio vale più di mille spade e che ci sarà chi pregherà, per sentire di nuovo la tua voce alzarsi. Con un sussurro invece, spazzerai via tutto. Baci.

  3. maviserra Dice:

    che dirti?..solo tu sai, e solo tu puoi dire e urlare. Io ti lascio un saluto e non so se te l’ho mai detto ma il tuo blog mi piace davvero un sacco.

  4. xeena Dice:

    Sara cerca affetto e umanitá, i miei sono stati spietati nel loro amore non mi hanno dato nulla é difficile dirti “fatti la tua vita”, perché il pensiero va sempre li a quello che non ti danno ma tu sai di valere…..ti consiglio di passare da me e leggere cosa ha scritto Paolo 17anni é un’altra storia speciale su cui riflettere.
    Kiss

  5. Sara Dice:

    @elis: grazie cara elis, contraccambio l’abbraccio.

    @Michela: grazie di cuore, hai fatto centro. Baci doppi, visto che siete in due. ;)

    @mavi: ti faccio un inchino e contraccambio i complimenti, sei feedata mavi!

    @xeena: è proprio su questo che verterà il famoso pezzo per te. Un abbraccio!

  6. Grissino Dice:

    Urka, problemi di famiglia? Ho capito giusto?

  7. Elisa Dice:

    Questo post avrei potuto scriverlo io e non stò scherzando.
    L’ultima di mia madre è stata appendermi in camera una lista di cose per cui aveva speso i soldi per me. Ed erano tutte cose per il mio futuro, tipo l’esame di inglese ecc..
    Quella sera l’ho aspettata e ho tirato giù di tutto. Mi manca molto affettivamente, non si è mai fidata di me, eppure sono sempre stata una figlia modello. E da quando è in pensione fà la volontaria per emergency e non sai quante belle parole spende per l’africa, nessuna però per me. La scelta di lasciare l’università l’ho dovuta prendere da sola, non avevo nessun genitore con cui parlare e quanto invece ne avrei avuto bisogno.
    Un saluto e bisogna tirare avanti!

  8. Serena Dice:

    Cara Sara,
    forse le mie parole saranno superflue perchè di fatto non ti conosco, ma mi è spiaciuto leggere quello che hai scritto (e scoprire - leggendo i commenti - che tante sono le persone a soffrire dello stesso tuo male). Mi sono ritenuta per un certo periodo di tempo “sfortunata”, perchè ho perso mia madre a vent’anni, ma adesso che sono un pò più grande ho maturato la consapevolezza di non esserlo, perchè dai miei genitori ho sempre avuto tutto quello di cui ho avuto bisogno, sia affettivamente che materialmente. Ti auguro con tutto il cuore di arrivare ad avere presto la tua indipendenza e vivere nella serenità che meriti, magari cercando di aprire con loro un canale di comunicazione che generi un “circolo virtuoso”, anche se immagino non sia facile.
    Un abbraccio,
    Serena

  9. pxarcobaleno Dice:

    Ciao Saretta!
    Ognuno di noi può raccontarti aneddoti della propria vita collegati al tuo attuale problema. Io ne avrei a bizzeffe. Io punto tutta la mia vita sulla comunicazione. La relazione, mediata da sogni e bisogni tuoi e di chi ti sta accanto, è, dal mio punto di vista, il passepartout nella nostra vita. Io sono dell’idea che tutto sia risolvibile se discusso. Spesso urlare serve solo a se stessi. Ripetere, invece, le proprie rgioni una, due, tre, mille volte può aiutare a smuovere le montagne. Parla con i tuoi. Continua a parlare con loro. Finchè siete tutti insieme potete aiutarvi a risolvere tutti i vostri problemi, anche i più spinosi. Avevo 28 anni quando ho perso mio padre. Ci ho semprelitigato. Spesso gli urlavo contro anch’io. Non sai cosa darei per potergli parlare ancora. Magari litigando con lui tutti i giorni ma…senza urlare. Tornassi indietro.
    Cara Saretta…e se invece i tuoi fossero sempre tanto orgogliosi di te e tu lo percepissi solo ogni tanto? Gli hai mai confidato questa tua paura? Se non l’hai mai fatto prova a farlo. Potrebbe essere un bel modo per iniziare ad avvicinarsi parlando e non urlando. La gente ascolta un interlocutore che parla a bassa voce se l’alternativa unica è uno che urla. Quasi sempre…
    Ti capisco. Sii forte.
    Un abbraccio.
    Px.

  10. principasticcio Dice:

    Non sempre è facile avere dei buoni rapporti con i propri genitori, cara Sara.
    Anche io, che pure ho avuto tanto dal lato affettivo, spesso mi lamento per tutta una serie di problemi che traggono la loro origine proprio dalla mia famiglia. E spesso litigo, soprattutto con mia madre.
    Credo comunque che l’indipendenza ad una certa età sia indispensabile. Abbiamo bisogno dei nostri spazi, dei nostri tempi, della nostra vita.
    Questo ti auguro!
    Un abbraccio,
    princi

  11. Ani~ Dice:

    Sara, stringi i denti.
    Anzi no, urla fuori tutta la rabbia che hai in corpo. Anche addosso a noi “vicini di blog” che come vedi non ce ne offendiamo ma anzi, siam piu’ che contenti di stringerci a te. Okey, non possiam probabilmente darti tutto il supporto affettivo di cui hai bisogno ma se non altro ci piace provare a farlo.

    Per quanto mi riguarda ti invito soltanto a notare una cosa, a cui probabilmente non hai dato peso dato che, suppongo, questo tuo post sia uscito totalmente di getto, senza controllo.
    Ti sei definita una farfalla con un’ala spezzata. Inconsciamente.
    Un’ala spezzata, si’, ma il tuo inconscio non e’ arrivato a dire che quella farfalla non vola piu’. Tu non ti sei arresa e da quanto ho imparato a conoscerti attraverso i tuoi post, in questi mesi, difficilmente lo farai.
    Continua a volare con quell’aletta sana, Saretta.
    Anche senza andar lontano.
    Prima o poi troverai qualcuno che se ne strappera’ una per volare abbracciato a Te e portarti lontano. “Via da questi luoghi, via da vecchie paure”. Ne sono piu’ che certo. :)

    Un abbraccio forte forte.
    Max

  12. Sara Dice:

    @grissino: eheh…uff!

    @Elisa: tiriamo avanti, se poi qualcuno vorrà tornare indietro e sarà troppo tardi per farlo..saranno fattacci suoi.

    @Serena: è molto difficile Serena, ci ho provato più volte ma sembra che io parli ostrogoto e loro giapponese.

    @Diego: hai ragione. discutendo le cose si risolvono. Discutendo…civilmente, rispettandosi. Io non mi lamento delle osservazioni o delle rimproveri che mi vengono fatti; io mi lamento dei toni. La discussione farcita di insulti gratuiti e immotivati non è produttiva. Ti posso assicurare che è da molti anni che va avanti questa storia, perchè poi io sono una persona che se pensa qualcosa lo dice, con educazione ma lo dice. Chi invece si nasconde, poi quando viene scoperto sbotta. Sono sicurissima che i miei genitori sono orgogliosi di me. Non ho mai voluto corone d’alloro in testa, mi sarebbe bastato un gesto, una parola. Infine, io urlo solo perchè sono gli altri che urlano; io, a differenza di loro, so farmi capire benissimo stando zitta. Grazie mille, fra poco arriva il postino.

    @princi: io ho 23 anni, dovrebbero essere contenti che io sia ancora con loro e godersi ogni momento, perchè non appena potrò (e questo lo prometto dall’età di 15 anni), io da lì me ne andrò. Devo imparare a vivere da sola, come da sola sono uscita dai miei problemi..e l’ho fatto a testa alta senza l’aiuto di nessuno.

    @Ani: …mi hai fatto piangere Max! Sì, ho scritto tutto di getto. Assolutamente non mi arrendo, questo mai. Continuerò a svolicchiare timidamente fra di voi, fiorellini broggatari e amici di vita. Dici che lo trovo qualcuno che vorrà volare con me? Speriamo dai, magari c’è già ma non si vede. Grazie dell’appoggio. Un abbraccio forte!

  13. Lorenzo Dice:

    Quando bisogna alzare la voce, non ci sono altre storie, bisogna alzare la voce! Mica c’è niente di male se a volte scappa la pazienza! :)

  14. Nemuriko Dice:

    dai dai Ginetta…
    Inacanala tutto in energia positiva e creativa… e sbatti le alette. ;)

  15. salvatorepiroddi Dice:

    Potrebbe sembrare una sconfitta ma si guadagna sempre qualcosa da riporre nella tasca più profonda della nostra persona, un abbraccio.

  16. Ani~ Dice:

    @Sara: Logico che lo troverai! Fa un po’ schifo ’sto mondo ma non son poi tutti cosi’ ciechi. Qualcuno che una gran bella persona la sa riconoscere ancore c’e'… Non ti preoccupare. ;)

  17. Sara Dice:

    @Lorenzo: eh già carissimo.

    @Nemuriko: ok Ginetta, incanalerò. ;)

    @salvatore: grazie :)

    @Ani: l’ho già trovato ma lo tengo ben nascosto per paura che qualcuno me lo rubi. ;)

  18. Ani~ Dice:

    Ottima tattica direi.
    Brava ;)

  19. euclide Dice:

    Sfogati pure se ne hai bisogno.
    Ma vedrai che i genitori rompono molto quando ci sono e mancano moltissimo quando non ci sono più.

  20. Davide Dice:

    Mi ha molto colpito quello che hai scritto. Hai mostrato una parte intima e preziosa della tua vita. Hai saputo toccare la sensibilità di tutti quelli che hanno commentato. Il mio lavoro mi porta spesso vicino a difficoltà come quella che hai saputo testimoniare. Ti lascio semplicemente due pensieri di Gibran per unirmi alla forza di questi commenti.
    “Amico mio, tu e io rimarremo estranei alla vita, e l’uno all’altro, e ognuno a se stesso, fino al giorno in cui tu parlerai e io ascolterò, ritenendo che la tua voce sia la mia voce; e quando starò zitto dinanzi a te pensando di star ritto dinanzi a uno specchio.”
    “Preferisco essere un sognatore fra i più umili, immaginando quel che avverrà, piuttosto che essere signore fra coloro che non hanno sogni e desideri.“

  21. Sara Dice:

    @euclide: grazie prof ;) (che bello dire prof!)

    @davide: ti ringrazio Davide per aver lasciato la tua scia da me :)

  22. kekkasino Dice:

    mi spiace tanto,mi hai intristita…
    i genitori di una persona molto vicina a me avevano tante cose in comune con ciò che hai scritto,anche se ho visuto tutto ciò non in prima persona ti capisco,so quanto è dificile,quanto ti senti in colpa,quanto piccola inutile,fallita,incapace.devi andare avanti ,sentirti fiera di te,di ciò che hai realizzato nonostante tutto.sorridi…bacini e coccoline

  23. kekkasino Dice:

    vissuto scusa!

  24. theweird Dice:

    un “periodo d’oro” per tutti vedo… :-(

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