L’azienda presso cui lavoro attualmente si occupa di fornire distributori automatici di caffè, bibite e snack, distributori a cialde e di fontanelle d’acqua. Inutile dire che la macchinetta del caffè è nostra, ma che no, l’azienda mica lo offre il caffè ai dipendenti. Eh vabbè, capita. La nostra area break è molto simile a quella di Camera Cafe’, ma noi non sostiamo mai lì, ci portiamo tutto in ufficio, perchè se ti sgama qualche responsabile sei fritta.
La mia collega Lara è diventata una vera e propria dipendente da caffè al ginseng. Ne beve sei o sette al giorno e se finisce, inizia a chiedere a qualunque operatore di riempire il distributore perchè lei non riesce a resistere per più di tre ore senza la sua “droga”. A metà settimana, incuriosite da cotanta bontà sponsorizzata dalla tossica, Laura e Diana hanno deciso di provarlo. A loro è piaciuto molto ma…
“NO! VOI NON VI DOVETE MAI PIU’ PERMETTERE DI BERE IL MIO CAFFE’ AL GINSENG, AVETE CAPITO?! IO NE HO BISOGNO, VOI NO, NON VI HO MAI DATO IL PERMESSO DI BERLO!“
Fulmini e lampi hanno accompagnato questa sceneggiata di Lara.
Impaurita, me ne stavo al mio posto osservando la scena basita, pensando che nel momento in cui deciderò di assaggiarlo, lo farò durante la pausa pranzo di Lara, sperando che qualcuno non faccia la spia.
Sì. Già. Banconota da cinquecento, se mai ne potrò vedere una vera e intera fra i miei polpastrelli.
Che ci faccio? Passo un uicchend da Monia osservando la sua vita da pirla?
Presa da un impeto di estrema voglia di scarpe, potrei bruciarmeli in un favoloso paio di sandali Jimmy Choo. Ma si sa, lo potrei fare solo se fossi veramente piena di quelle banconotine lì. Però quanto mi piacciono!
A quel punto non mi avanzerebbe neanche qualche centesimo per prendermi un caffè.
Quindi ridimensioniamoci.
Di sicuro come prima cosa mi comprerei il bracciale di Tiffany che è da un monte di tempo che lo voglio e per lui, mio adorato, i miei quasi duecento euri li spendo.
Mi rimangono trecento con cents annessi.
Un centinaio li spendo per regalare un pomeriggio alle terme a me e al Conte, includendo un bell’hot stone massage.
Dai porto anche lui perchè ha bisogno di un po’ di relax, lavora sempre come un matto e la sottoscritta lo tira scemo mica poco.
Almeno c’è la scusa per tirarlo fuori di casa, altrimenti lui poi fa trecento pisolini e chi lo sveglia più.
Altri cento li spenderei prendendo pensierini per le mie amiche e per mia nipote, cavolate carucce per farle sorridere e un ciucciotto dell’Inter per Francesco.
Gli ultimi cento li spendo così a caso per me. Ad esempio per un carillon, con una ballerina che gira e gira e rigira, per poterla guardare ogni sera ed immaginarmi lì al suo posto a fare una pirouette dietro l’altra. Comprerei dei libretti di inglese commerciale e tedesco per poter riprendere ciò che la mia mente sta perdendo a causa del non esercizio. Visto che i libri sicuramente potrebbero mangiarsi quasi tutti i dindi rimasti, ne avanzerei pochini pochini per comprarmi un girasole, ma soprattutto: un gelato enorme! Sì beh in effetti sarei capace di mangiarmi cinquecento euro in gelati, ma poi chi la sente la mamma dopo!
A me piacerebbe dormire quelle due orette in più il sabato, ma per una volta si può anche fare un sacrificio e alzarsi alle 7.30.
Missione: prelievo del sangue.
Uazzapau! Speriamo di non svenire.
Il dottore mi chiama e mi punge. Dopo 7 minuti non ha ancora finito. Scorge nei miei occhi una certa insofferenza.
Dott: “Hai la vena piccolina, ci vuole un po’”
Sara: “Sì ma io non mi sto sentendo bene, mi viene da svenire” (uscire di casa senza aver fatto colazione per me è un suicidio)
Dott: “Fai dei respiri profondi”
Respiro profondamente mentre simpatiche macchie colorate mi si piazzano davanti agli occhi.
Sara: “Mi scusi ma io non ce la faccio, mi faccia sdraiare per favore!”
Dott: “Respira respira”
A quel punto conoscendomi, sapevo che mi dovevo sdraiare e mi sono lasciata andare, almeno l’ha capita anche lui. Oramai sono un’esperta di svenimenti Menomale che mi sono fatta accompagnare dalla mia coinquilina che non ha perso l’occasione per riempirmi i padiglioni auricolari con le solite “Ecco lo sapevo” “Stai bene?” “Faccio venire papà in macchina a prenderci?” (abito a 200 m dal laboratorio n.d.r.)
Una conquista l’ho fatta però. Sono riuscita a farmi comprare la nutella senza fare i capricci! Gnam gnam!
Non sapevo che per 15 km cambia la fascia climatica.
Prendere il treno è sempre un’emozione. Becchi la sciura che si ferma a vedere che libro sta leggendo il passeggero a cui sta passando di fianco. “La regolazione del mercato come strategia” signora bella, vuole farmi le condoglianze? Ad un certo punto alzo lo sguardo e vedo la Loredana Bertè di Bruzzano. Gente del treno, anch’io ne faccio parte.
Una volta scesa, mi accorgo che il ritmo del pendolare delle 17 non è come quello del pendolare delle 8. Le mie gambe tengono ancora il ritmo del mattino e mi ritrovo a ruzzare la gente e a uccidere quei 5 o 6 malcapitati che hanno incrociato la mia fretta.
Metro. La rossa, la mia. Tre fermate e scendo.
Esco. Che spettacolo Piazza Duomo. Trattengo il fiato sotto le nuvole cariche di pioggia di questo maggio pazzerello. Imbocco via Torino. Passo davanti a Bershka sbavando ancora per le mie ballerine blu elettrico mai acquistate. Povera.
Dopo aver compiuto la mia missione mi rituffo in via Torino. Manca un pochino alla partenza del treno, se prendo la metro in Duomo arrivo presto in Cadorna e posso sperare di trovare un posto a sedere.
Ehggià
“Causa guasto treno, il traffico in direzione Rho Fiera/Bisceglie subirà rallentamenti.“
Questa è una cosa che decisamente non mi manca della vita cittadina.
Mentre scendo le scale della metro però, non riesco a trattenere un sorriso, frutto del ricordo del terzo anno di università. In direzione Sesto andavano Fra e Roby, mentre io, Federica, Luca, Andrea, Billo, Elisa e Daria prendevamo la direzione Bisceglie/Molino Dorino. Salutarsi prima di dividersi prima della scalinate e poi salutarsi dalle banchine una di fronte all’altra fino a quando uno dei due treni non interrompeva le nostre cavolate.Ogni singola cosa della mia città potrebbe riportarmi a ricordi indelebili di quel periodo, il magico terzo, il migliore.
Poco male, io non mi stanco ad andare a piedi. Più che altro poi arrivo in stazione pezzata, perchè oramai ho perso tempo e devo camminare a ritmo sostenuto per evitare di perdere il treno. Mi piace sbucare in via Dante e osservare un gruppo di crucchi incravattati che si illuminano vedendo un gruppetto di adolescenti che corre come se stesse perdendo il 14. Imbocco la scorciatoia, quanta gente va a piedi in Cadorna, quante volte l’ho fatta io, di corsa. Una nuvola nera mi accompagna nel tragitto, mi sento un po’ Fantozzi. Ce la faccio, prendo il treno e incontro anche la Pezzy che mi mostra orgogliosa il suo nuovo acquisto: borsa di Coccinelle orrenda che costa un pezzìo. Compliments!
Una canzone mi ha accompagnato per il mio salto in città: Comalies dei Lacuna Coil.
In ufficio non mi passa più il tempo. Avrei bisogno di trovare un metodo per non smaronarmi.
Magari qualcosa di silenzioso e antisgamo.
Tenchiu.
EDIT: SCUSATE, NON MI SONO SPIEGATA. IL PC DEVE STARE SUL GESTIONALE, APPENA PROVO AD AVVIARE EXPLORER (PER NON PARLARE DI MESSENGER) MI VEDONO LE MIE COLLEGHE. e’ PER QUESTO CHE CHIEDO CONSIGLI APPLICABILI SU CARTA. PORELLA ME. MENOMALE CHE OGGI MI HANNO RIEMPITO DI LAVORO
Ringrazio Fede.com, perchè grazie a lei riesco indirettamente ad accedere al mio blog. Grazie Fede.
Eddai fatemi esultare per una volta, lo sapete anche voi che poi non si sa se e quando rivinceremo. Eddai fatemi godere un po’ se il Milan gioca in Uefa, tanto poi faranno in tempo a giocarne altre millemila di Champions’. Eddai…!!!
Due foto che descrivono la serata di ieri alla Scala del calcio: la mia curva accoglie i Campioni d’Italia e l’invasione di campo. Purtroppo noi non ce l’abbiamo fatta ad “invadere” perchè eravamo al secondo anello e quando siamo scesi abbiamo beccato la porta sbagliata. Mannaggia li pescetti!
Come ho scritto ieri ad un amico interista: “è come un matrimonio, nella gioia e nel dolore, sempre forza inter!“
Mi scuso per la qualità delle foto, ma ho lasciato a casa la macchina fotografica e ho dovuto usare il cellulare. Francesco è nato ieri, 16 maggio 2008 alle ore 10.14 e contrariamente alle prospettive iniziali (pensavamo arrivasse tranquillo ai 3,8 kg) ha deciso di fermarsi a 3,3 kg. E’ un bambino bellissimo, paffuto, quando siamo arrivate noi dormiva placidamente nonostante il suo “collega” di nascita non stesse zitto un attimo. Chiara sta bene, è un po’ stremata dall’operazione ma sono sicura che si riprenderà benissimo. Il papà era felice e si prende i meriti della bellezza del bambino. Vi lascio qualche foto: il suo fiocco fuori dalla porta, Francesco che fa stretching e il suo primo piano da fotomodello.
Non è tenerissimo? A me veniva voglia di stritolarlo in un abbraccio. Sono anche riuscita a non piangere! Mitica Saruzza.
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A PENNY FOR YOUR THOUGHTS
Appena il lavoro mi lascerà respirare, tornerò fra voi miei amici bloggerz!
NON RESTARE CHIUSO QUI… PENSIERO!
A volte la vita ci riserva brutte sorprese; ma in ogni cosa c'è un tempo per la rivincita. Sono certo che la vita ha molto da darti e tu hai molto da dare alla vita. Sii pronta a ricevere tutto quello che il mondo ha da darti, non ti stancare, fai brillare la tua luce sempre più. Sai, ogni notte così guarderò il cielo e per sempre mi ricorderò della mia pazza stellina...tu!
And when your fears subside**
And shadows still remain**
I know that you can love me**
When there's no one left to blame**
So never mind the darkness**
We still can find a way**
'Cause nothin' lasts forever**
Even cold November rain
Arricchisciti degli altri ma non copiarli. Proprio di te hanno bisogno gli altri. Cresci nel posto dove sei, nel momento in cui vivi, con le persone che hai intorno.