Stazione di provincia ore 16.40: piove.
Milano Nord Cadorna ore 17.10: sole.
Non sapevo che per 15 km cambia la fascia climatica.
Prendere il treno è sempre un’emozione. Becchi la sciura che si ferma a vedere che libro sta leggendo il passeggero a cui sta passando di fianco. “La regolazione del mercato come strategia” signora bella, vuole farmi le condoglianze? Ad un certo punto alzo lo sguardo e vedo la Loredana Bertè di Bruzzano. Gente del treno, anch’io ne faccio parte.
Una volta scesa, mi accorgo che il ritmo del pendolare delle 17 non è come quello del pendolare delle 8. Le mie gambe tengono ancora il ritmo del mattino e mi ritrovo a ruzzare la gente e a uccidere quei 5 o 6 malcapitati che hanno incrociato la mia fretta.
Metro. La rossa, la mia. Tre fermate e scendo.
Esco. Che spettacolo Piazza Duomo. Trattengo il fiato sotto le nuvole cariche di pioggia di questo maggio pazzerello. Imbocco via Torino. Passo davanti a Bershka sbavando ancora per le mie ballerine blu elettrico mai acquistate. Povera.
Dopo aver compiuto la mia missione mi rituffo in via Torino. Manca un pochino alla partenza del treno, se prendo la metro in Duomo arrivo presto in Cadorna e posso sperare di trovare un posto a sedere.
Ehggià
“Causa guasto treno, il traffico in direzione Rho Fiera/Bisceglie subirà rallentamenti.“
Questa è una cosa che decisamente non mi manca della vita cittadina.
Mentre scendo le scale della metro però, non riesco a trattenere un sorriso, frutto del ricordo del terzo anno di università. In direzione Sesto andavano Fra e Roby, mentre io, Federica, Luca, Andrea, Billo, Elisa e Daria prendevamo la direzione Bisceglie/Molino Dorino. Salutarsi prima di dividersi prima della scalinate e poi salutarsi dalle banchine una di fronte all’altra fino a quando uno dei due treni non interrompeva le nostre cavolate. Ogni singola cosa della mia città potrebbe riportarmi a ricordi indelebili di quel periodo, il magico terzo, il migliore.
Poco male, io non mi stanco ad andare a piedi. Più che altro poi arrivo in stazione pezzata, perchè oramai ho perso tempo e devo camminare a ritmo sostenuto per evitare di perdere il treno. Mi piace sbucare in via Dante e osservare un gruppo di crucchi incravattati che si illuminano vedendo un gruppetto di adolescenti che corre come se stesse perdendo il 14. Imbocco la scorciatoia, quanta gente va a piedi in Cadorna, quante volte l’ho fatta io, di corsa. Una nuvola nera mi accompagna nel tragitto, mi sento un po’ Fantozzi. Ce la faccio, prendo il treno e incontro anche la Pezzy che mi mostra orgogliosa il suo nuovo acquisto: borsa di Coccinelle orrenda che costa un pezzìo. Compliments!
Una canzone mi ha accompagnato per il mio salto in città: Comalies dei Lacuna Coil.
Milano Nord Cadorna ore 18.20: piove.
Stazione di provincia ore 18.50: sole.

Maggio 24, 2008 alle 8:31 am
ti auguro un bel w.e.!non sarà proprio ai livelli di quello passato ma chissà
Maggio 24, 2008 alle 9:34 am
Anche io sono stata di recente in via Torino.. in effetti uscendo dalla metro in Duomo si resta … così … all’improvviso sei investito dal sole e dall’aria…
Maggio 25, 2008 alle 11:20 am
I Lacuna Coil… *love*