Sì. Già. Banconota da cinquecento, se mai ne potrò vedere una vera e intera fra i miei polpastrelli.
Che ci faccio? Passo un uicchend da Monia osservando la sua vita da pirla?
Presa da un impeto di estrema voglia di scarpe, potrei bruciarmeli in un favoloso paio di sandali Jimmy Choo. Ma si sa, lo potrei fare solo se fossi veramente piena di quelle banconotine lì. Però quanto mi piacciono!
A quel punto non mi avanzerebbe neanche qualche centesimo per prendermi un caffè.
Quindi ridimensioniamoci.
Di sicuro come prima cosa mi comprerei il bracciale di Tiffany che è da un monte di tempo che lo voglio e per lui, mio adorato, i miei quasi duecento euri li spendo.
Mi rimangono trecento con cents annessi.
Un centinaio li spendo per regalare un pomeriggio alle terme a me e al Conte, includendo un bell’hot stone massage.
Dai porto anche lui perchè ha bisogno di un po’ di relax, lavora sempre come un matto e la sottoscritta lo tira scemo mica poco.
Almeno c’è la scusa per tirarlo fuori di casa, altrimenti lui poi fa trecento pisolini e chi lo sveglia più.
Altri cento li spenderei prendendo pensierini per le mie amiche e per mia nipote, cavolate carucce per farle sorridere e un ciucciotto dell’Inter per Francesco.
Gli ultimi cento li spendo così a caso per me. Ad esempio per un carillon, con una ballerina che gira e gira e rigira, per poterla guardare ogni sera ed immaginarmi lì al suo posto a fare una pirouette dietro l’altra. Comprerei dei libretti di inglese commerciale e tedesco per poter riprendere ciò che la mia mente sta perdendo a causa del non esercizio. Visto che i libri sicuramente potrebbero mangiarsi quasi tutti i dindi rimasti, ne avanzerei pochini pochini per comprarmi un girasole, ma soprattutto: un gelato enorme! Sì beh in effetti sarei capace di mangiarmi cinquecento euro in gelati, ma poi chi la sente la mamma dopo!




Pubblicato da Sara 