E mare fu.

Luglio 14, 2008

Mi sono rilassata. Stamattina sono tornata al lavoro ed ero felice e riposata. Ci voleva proprio. Mare e lui: binomio vincente. Per me, per lui, per noi. Era la prima volta che stavamo via insieme e mi ha detto che era una prova: se la passo mi porta via ad agosto. Mmmhh chissà cosa deciderà.

Ho delle immagini, degli odori, delle sensazioni che mi sono rimaste di questi pochi giorni via con lui. E’ strano, è qualcosa di nuovo, di diverso.

Il suo insistente invito a rilassarmi, “altrimenti giro la macchina e ti porto a casa”. Il profumo della sua pelle dopo la doccia. La camera vista carcere…

Sara: “c’è quella casa lì bianca che riflette i raggi del sole e mi da un fastidio…ma, ma…quelle torrette? Ma è un carcere! :shock:

Il suo rassegnato invito alla reception di spegnere l’aria condizionata “così avrò caldo tutta la notte, il lenzuolo non lo uso”, peccato che poi IO mi trovavo scoperta e impossibilitata a tirare un pezzo di lenzuolo in quanto lui nel sonno ci si era arrotolato dentro stile faraone.

Svegliarsi la mattina e vedere il suo musino fuori dalle bianche lenzuola in cui si era appunto arrotolato e sentire subito il suo lamento “mi hai fregato, hai puntato la sveglia prima” e la mia risposta “perchè io non lo so che ti ci vuole un po’ prima che ti alzi…”

Il profumo dei cornetti appena sfornati. La crema di nocciola pronta per essere spalmata. La mia ossessione per l’acqua, naturale ovviamente, senza acqua io non mi muovo. Il bagnino sosia del guardiano del cimitero del paese e il più osannato sosia di Lapo Elkann… Italian Ciao!

La sua foga nel mangiarsi il pranzo, pulirsi la bocca mentre masticava l’ultimo boccone mentre io ero ancora al primo morso. La sua diffidenza nel prendere un gelato che non fa parte del marchio che vende lui “non sarà mica un cono questo!”

Il bambino che gentilmente ha voluto lanciarmi mezza spiaggia addosso di proposito…brutto nano biondo piagnucoloso. La mia arrabbiatura perchè lui sta tutto il giorno all’ombra ed è più nero di me. Il bambino chiamato “Il giustiziere” che voleva menare una bambina e a giudicare dal carattere fumantino della madre…capisco in pieno la predisposizione del figlio. I bambini che sotto il sole cocente di mezzodì giocavano a calcio impegnatissimi ed instancabili.

I suoi inviti a tornarmene sul mio lettino al sole perchè lui doveva riposarsi all’ombra, ma tanto io lo sapevo che lui voleva che io stessi lì. Le settantamila pose da contorsionisti per cercare di dormire in due sul lettino e l’improvviso informicolamento di una parte a caso del corpo non appena trovavamo una posizione consona al riposo, con conseguente riposizionamento e risveglio del povero Conte.

Il suo sguardo felice mentre facevamo la coda in autostrada, perchè come dice lui, “abbiamo tempo ed è la compagnia che conta”. Eddai, dopo questa come faccio a non volergli ancora più bene?

La sua infinita pazienza con la sottoscritta…da premiare.


Ah no ma io ce l’ho del mio colore preferito!

Luglio 14, 2008

AZZURRO IL POMERIGGIO E’ TROPPO AZZURRO E LUNGOOO PER MEEEEE!