Nel campo delle lucciole

Giugno 2, 2008

“Nel campo delle lucciole,

ci siamo detti già tutto tacendo.

Nel campo delle lucciole,

tutte le luci che vanno e che vengono.”

Ieri sera, in un campo verdissimo, oscurato dalla notte, con lo scroscio delle acque del Lambro in sottofondo…ho rivisto loro: le lucciole. Subito un ricordo ha preso il sopravvento. Il campo a fianco del casale dei miei zii a Fermo era pieno di lucciole e la prima volta che ne vidi una appoggiarsi su di me, mi misi ad urlare perchè avevo paura. Il mio zietto mi rincuorò subito e rimase lì con me a guardare quel campo illuminato ad intermittenza. Sembravano salutarci.

E’ stato un fine settimana tranquillo e anche la giornata di oggi lo sarà. Si è accesa una luce capitolina e con estrema gioia la saluto, accompagnata da una lacrima di commozione di chi era con me ieri sera. Sarà mica festa oggi? “E’ festa perche sono nata io!” – “Pezzy, ne avremmo fatto volentieri a meno!” :) Auguri scimmia urlatrice.

Ora scendo a mangiare, che sono senza inquilini oggi e ho proprio intenzione di godermi la mia casa in pace con il mio amore…Matrix!


On the radio

Febbraio 17, 2008

Le serate incollata alla radio, dalle 22 alle 23, con gli occhi sognanti che fissavano la parete tappezzata di foto.

Lettere d’amore, d’amicizia, di stima, d’affetto. Tante persone scrivevano e ancora oggi scrivono a quella trasmissione per far esplodere i propri sentimenti attraverso le onde radio.

Sarà che è notte fonda,
che dalla radio accesa arriva musica lenta messa in onda…”

Musica lenta, dolce, malinconica, dedicata. Inginocchiata ai piedi del letto con la testa appoggiata al suo bordo, ogni tanto lasciavo scivolare giù qualche lacrima, sia per la commozione, sia perchè quei sentimenti d’amore a me capitavano mooolto di rado. Si sa, da adolescenti non avere un filarino amoroso dà abbastanza tormento, poi per una romanticona come me. Il periodo non era certo dei migliori; disperata, cercavo di aggrapparmi ad ogni persona che mi dava un po’ d’affetto.

Eh…………..quelle sere in cui la televisione sembrava essere solo uno scatolone nero ingombrante. Sara e la sua radio: coppia fissa.

Quante lacrime quando la dedica arrivò anche a me, dalla mia amica che il 5 gennaio 2001 dedicò alla sua patatina Don’t cry dei Guns n’Roses.


Cor magis tibi sena pandit

Dicembre 9, 2007

mangia

Stamattina, ore 7.30.

Nel cielo ancora la notte, resa più scura da enormi nubi grigiastre contornate di un grigio più chiaro.

A est una luce accecante arancione che va verso il rosa salmone. La guardo e faccio un respiro profondo per trattenere le lacrime.

Proprio lì stava sorgendo il sole in una quasi mite mattinata senese. Quando i raggi incontrano i nuvoloni, esce un insieme di colori bellissimi: dal rosa al viola, per arrivare infine a quel bel grigio.

Questo è stato il saluto che ha voluto darmi Siena questa mattina.

Non un addio ma un arrivederci, perchè Siena ti entra nel cuore e non ne esce più.

Siena ti regala emozioni forti e fanno bene i senesi a tenersela stretta.

“…la più bella delle città!”

Anche se mi manca il mondo intero da vedere, io ho già deciso.

Siena è la città più bella del mondo.

“…e Siena trionfa immortale.”

Mi ha cullato come una neonata, mi ha regalato grandi emozioni e mi ha mostrato un nuovo lato della vita.

Non è un addio, è un arrivederci.

Come inciso in Porta Camollia:

“Cor magis tibi sena pandit”

SIENA TI APRE IL SUO GRANDE CUORE